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Lykos's Space

Il mio piccolo territorio nello sterminato mondo del web...

Mercurio Luca

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Per insulti vari, minaccie di morte o altri commenti l'indirizzo è Lykos_89@hotmail.it
[e-mail se nn ci sono, o messenger se per caso mi beccate in linea]
第 1 张,共 32 张

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2月25日

Prima di un breve viaggio...

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio... Ed eccomi qui, alla solita ora tarda e a pochi giorni (3, o farei meglio a dire 2...) dalla mia partenza verso London, di nuovo davanti a questa tastiera, accompagnato per questa volta dai ritmi sognanti di "The Longest Night" dei Tin Hat Trio, a riversare un po' di pensieri che mi occupano la mente, come non facevo da molto tempo ormai.

Questi giorni, tra studi confusi, libri insormontabili e l'amicizia dei "colleghi" a mitigare il tutto, mi hanno dato del filo da torcere, e so già che il prossimo giro di esami non sarà una passeggiata. Ma vedo dei miglioramenti, vedo che questo nuovo ciclo della mia vita sta evolvendo in maniera positiva.
Il liceale spaventato, che entrava abbrancando la sua borsa carica di fogli e di paure, è lentamente scomparso, lasciando spazio all'Universitario, forgiato dagli esami, dalle attese, dai pomeriggi passati in laboratorio. Quasi come in una puntata di "Scrubs", siamo "chimici ai primi ferri", ma ci stiamo ambientando bene in fondo...
Ci penso su, e trovo che sia buon segno scoprirsi a entrare a testa alta in quell'edificio, riconoscere l'ambiente all'inizio così terribilmente minaccioso e ridere e scherzare ad alta voce in quelle aule così formali, capaci però di trasformarsi da luogo di studio in bisca clandestina, spazio per improvvisati pic-nic e luogo di riposo all'occorrenza. E' bello entrare e riconoscere i volti di quelle persone che, poco tempo fa, erano volti che ti scrutavano, indagatori alcuni, carichi di tensione e paure altri. E' bello vedere i sorrisi degli amici, sentire le loro battute, anche quando dopo 7 ore di corso vorresti solo andare a casa a dormire.
E' bello, in fondo, sentirsi "a casa" anche in quelle aule...

Ed è bello, anche se a volte può risultare molto dannoso agli studi di cui sopra, riuscire ancora a ritagliarsi un po' di vita anche al di fuori dell'Università. E' bello passeggiare per la mia Torino, sotto la neve o in una giornata che sa quasi di primavera, giusto per sgranchirsi le gambe e pensare in compagnia del placido Po, che in fondo col suo lento scorrere tranquillizza un po' anche me.
E' bello uscire con gli amici di sempre, i soliti 4-5 stronzi, e con quei "compagni delle superiori", ormai anche loro veri amici, con cui ho condiviso molti anni di vita, e coi quali spero (Università, lavoro o chissà quali altri ostacoli permettendo) di condividerne ancora molti.
Sarà bello ripartire con i 4 del gruppo "Paris", rivedere "Dante" dopo la sua partenza per Roma, e sarà bello affrontare questa nuova "avventura" d'oltremanica, sopportandoci a vicenda nonostante le nostre grandi differenze.
E pazienza, se con tutti questi impegni il tempo per studiare comincia a mancare...

Non sarà un mese semplice, quello che mi attende. A dirla tutta, non saranno anni semplici, temo: i bei tempi del far nulla sono passati, sono volati via con quei fatidici "18 anni" e con quella maturità, che a ben vederla è una mazzata ma serve a capire cosa ci aspetta. Non sarà facile andare avanti, devo ancora mettere la testa a posto, e di mazzate ne arriveranno altre, sono sicuro.
Ma, alle porte dei miei 20 anni, credo proprio che sia ora di cominciare a fare "sul serio", ad affrontare le difficoltà da solo, anche se sempre spalleggiato dagli amici nel momento del bisogno.
E se questi sono i primi passi, lasciando il mio tipico pessimismo da parte, non me la sto cavando poi così male, credo...

                                                                                                                                                                                                 Lykos
1月9日

Il vero inizio del nuovo anno...

Questi primi giorni di 2009 non sono stati esattamente i migliori della mia vita.
Un esame al quale non sarei riuscito a far fronte, ma per il quale ho tentato di studiare nonostante la voglia di arrendermi, si è sommato ad una possibile storia nella quale mi ero proiettato, nonostante i propositi di viverla alla leggera, e che negli ultimi giorni era fatta di silenzi che stonavano un po' troppo, lasciandomi inconsciamente nell'attesa di un qualsiasi segnale, fosse esso un "vaffanculo" o un "vediamoci".
La frustrazione assurda che dà studiare per ore pagine che sembrano fatte di simboli inutili, frasi senza senso, punti che si inseguono in uno spazio di "n" dimensioni, si aggiungeva al nervosismo di una continua attesa, a volte soddisfatta ma troppo spesso lasciata in sospeso.
E' proprio per questo che questa giornata è stata decisiva... L'esame, la battaglia persa, è stato in ogni caso un ostacolo che, per quanto insormontabile, ho dovuto affrontare, raccogliendo il coraggio qua e là. E questo coraggio, già che c'ero, non l'ho buttato via... Ho affrontato un discorso che avevo anche io paura di iniziare, e dopo aver parlato con "la lettrice" ho capito che non si sarebbe andati da nessuna parte, anche se dispiace a entrambi ammetterlo. Qualcuno potrebbe pensare che questa sia la giornata peggiore della settimana... Ma non è così.

Non è così: e l'ho capito quando, appena dopo l'esame, mi sono messo a camminare tra il Valentino e il centro, prendendo del tempo per me stesso per passeggiare senza meta, come faccio sempre quando ho bisogno di mettere in ordine i miei pensieri. E guardando la foschia, la neve ai lati della strada, i raggi di sole che illuminavano la città dopo giorni di pioggia e nevicate mi sono sentito, semplicemente, bene.
E' vero, mi spiace per come sono andate le cose. Ma la cosa che fa più male, che dà più fastidio, è l'attesa di qualcosa, la paura di fallire. E' la caduta a far paura. Ma quando si cade, quando si tocca il fondo, non c'è più nulla da temere. C'è solo da rialzarsi, e riprendere a camminare.
C'è solo da godersi tutto ciò che il futuro può portare, dimenticando la confusione del passato, e guardare al vero "nuovo anno". Curiosamente, proprio oggi ri-brinderò al nuovo anno con alcuni amici che a Capodanno erano lontani: uno scherzo del caso, o un segno del destino? Chissà...
12月27日

Un lettore, una lettrice...

Il silenzio era quasi assoluto, tant'è che poteva distintamente sentire il rumore delle loro suole, bagnaticcie a causa della neve che era caduta sulla sua città. L'aria era carica di polvere, come solo quella di una biblioteca "vecchio stile" sa essere, e le sue mani erano sporche del colore d'una copertina di un libro dall'odore forte, di umidità e di polvere, l'odore che ci si aspetta da un libro scritto all'inizio del "secolo breve" ormai passato.
Appoggiato ad un mobiletto, il Lettore. L'atmosfera non è delle migliori, eppure ha un sorrisetto fugace, come quello di chi è rapito da qualcosa che non riesce a comprendere appieno: osserva, in religioso silenzio, la Lettrice, che con gli occhi scandaglia mentalmente scaffali polverosi in cerca di chissà quale libro.
Il solo pensiero di quello sguardo lo fa sorridere: ora finalmente può sostenerlo con naturalezza, non nascondere il brivido che gli provocano quegli occhi chiari, quelle sfumature di verde, in cui si era perso più volte, in un imbarazzante silenzio, fino a quando dentro non ha sentito la forza di fare quel piccolo passo, di avvicinarsi a lei, di baciarla, calciando via tutti i dubbi e i problemi che da bravo pessimista era abituato a farsi.
 
China la testa sul libro, sfogliando l'indice svogliatamente, non appena la Lettrice stacca gli occhi dagli scaffali: del resto, sarebbe qui per aiutarla nella sua ricerca, non per osservarla come un idiota e metterla in soggezione. Continua a seguirla nella sua danza tra gli scaffali, soffermandosi ora su gli inconsueti guantini lunghi, stile ottocentesco, ora sulle guance arrossate dal freddo, sui piccoli gesti di stizza per l'ennesimo libro non adatto.
Lei si gira, cogliendolo impreparato, con ancora quello stupido sorrisetto in faccia. Sorride anche lei, e in quel sorriso il Lettore vede le risposte di cui sentiva il bisogno. Capisce che tutte le sue preoccupazioni per il suo silenzio sono ormai inutili... Che la naturalezza di un bacio, di uno sguardo divertito, di una risata della Lettrice ad una sua battuta, possono dire molto di più dei freddi ragionamenti o di qualche frase; capisce che non è ora di pensare, di cercare di capire se o come come potrà evolvere questa strana e bella situazione: che per quello c'è tempo, e decidere sarà Lei.
Capisce che è ora di gioire di questo momento, di queste semplici sensazioni, e di vivere leggero gustandosi i piccoli e grandi regali della vita, come non faceva da un po'.
Bentornata, felicità spensierata...

                                                                                                                                               Lykos
12月13日

Le 2.26...

"Le 2.26, ci sono notti in cui non vuoi dormire"... Sei lì che giri, in rotta verso casa, dopo aver salutato amici e amiche, passeggeri impavidi che salgono su quella piccola utilitaria che ogni tanto ti fà sentire un po' uno "Schumacher de noartri". 
I limiti di velocità diventano opinioni, alterni rettilinei da Gt ("su strade indifese dai nostri pesanti Hp", come direbbe Ligabue) a tratti a velocità bassissime, da intralcio al traffico, anche perchè in quel momento ti senti un po' il padrone della strada, deserta per com'è sembra messa lì apposta per te.
Procedi a finestrini abbassati, nonostante i 5 gradi sottozero, per godere appieno del silenzio, la calma, la tranquillità di quell'orario un po' inconsueto per noi comuni mortali con un lavoro/corso di studi da seguire; e pensi alla serata appena passata, ai tuoi problemi e ai loro, agli esami in avvicinamento, pensi tutto questo ma con la strana sensazione che tutto questo faccia parte di un'altra tua vita, quella diurna, una vita lontana da quella perfetta sensazione di libertà notturna...
La strada continua ben oltre casa tua, e certe notti proprio non ce la fai a fermarti lì, a terminare qui questa parentesi di calma assoluta. Sganci l'auto in qualche posto, possibilmente nel raggio di qualche kilometro da casa, e prendi a vagare così, senza meta, respirando lentamente per sentire il gusto della serenità che ti circonda.
Tutti i dubbi, i problemi, le preoccupazioni della giornata, tutto ciò che ti opprime, non ti permette di pensare, tutto è così lontano: conta solo ciò che vuoi, ciò che ti fa stare bene, sia esso una serata tra amici a ridere, o una passeggiata solitaria.
E senti dentro una forza, una energia che da tempo non assaporavi. Senti di nuovo di avere il controllo della tua vita, di essere in pace con te stesso.
Insomma ti senti di nuovo vivo, come non ti sentivi da un po'...
Domani tornerò alla solita vita diurna, agli impegni, alle corse per i pullman... Ma per stasera, ho raggiunto la pace interiore, e domani affronterò tutto con quel pizzico di forza in più che aiuta a tirare avanti anche nei momenti più noiosi (o tristi).
11月3日

Ma come piove bene su gli impermeabili...

Giù dal pullman, l'aria soffocante lascia spazio alla fredda atmosfera di un giorno di Novembre, con le nubi pesanti che qua e la lasciano passare gli ultimi raggi di sole, in giornate che alle 5 sono quasi già finite.
Asfalto bagnato, l'acqua caduta in giornata ancora sulle strade, i marciapiedi, le case. Le luci della città riflettono sulle colonne di Via Roma, lucide come non mai.
La Mole su sfondo plumbeo, piccoli faretti rossi sulla punta a fare da guida a chi cammina senza meta. L'aria fresca, senza smog...

Immerso in questa atmosfera, io. Solo, a passo lento, sguardo perso tra mille angoli luccicanti della mia mitica Torino che, come spesso ripeto, dà il meglio di sè dopo la pioggia.
La leggerezza interiore di chi sa di aver concluso gli impegni della giornata e ora si concede quattro passi, anche da solo, senza fretta, impegni, impedimenti di nessun tipo, come unico navigatore l'istinto a guidarlo tra palazzi e vie conosciute che sanno però sempre regalare qualche nuovo scorcio, qualche dettaglio mai visto prima.
Piazza Carlo Felice con il suo "gazebo Sambuy", Via Roma, il Regio, la Rai con il riflesso della Mole, poi i portici affollati e Piazza Vittorio con la collina che sembra quasi immersa tra le nuvole, i ponti illuminati sul Po...

"Ma come piove bene su gli impermeabili...", cantava Paolo Conte con una punta di malinconia.
Anche sulla mia Torino piove bene, caro Paolo, e mi basta vederla così bella luccicante per lasciare malinconia e pensieri alle spalle...
Almeno per un po'.
10月20日

Full Plastic Jacket

[Mi raccomando, non prendete troppo sul serio questo intervento: già dal titolo si dovrebbe capire l'ironia]
 
Il calore gli salì su per il petto fino al collo, all'improvviso. Certo che ne faceva di caldo, quel giorno!!!

Quasi veniva voglia di mettersi lì, a prendere il sole svaccato su un improvvisato letto di sassi per un po', e fregarsene del resto. Ma la sola idea che qualcuno potesse essere nei dintorni gli faceva salire un brivido per la schiena.
"Erano davvero dei passi, quelli che ho sentito?" Si chiese mentre con gli occhi semi-chiusi scrutava tra il fogliame. "Di sicuro, chiunque sia nei dintorni avrà sentito i miei, di passi: sarò pure più in alto, ma questi dannati cumuli di ghiaia non fanno altro che franare ad ogni movimento che faccio! E' mezz'ora che sto sdraiato, poggiando tutto il peso sui gomiti, e non è che sia tanto comodo, allo stato attuale..."
Mentre pensava a questo, una strana ombra tra le foglie della strada sottostante attirò la sua attenzione. Non che sembrasse più di un ombra, ma... In quella posizione, non poteva comprendere come facesse ad essere così scura.
La macchia era perfettamente immobile, vista attraverso il delta di mira. Un respiro, qualche attimo di pausa per individuare eventuali movimenti: anche la minima raffica avrebbe svelato la sua posizione, ma ormai era quasi certo di avere un "Tango" sotto tiro. Tirò il grilletto, e il Tango preso alla sprovvista cominciò a correre, salvato dalla boscaglia, dietro ad una copertura, sparendo dal suo raggio visivo. Oltre al calore, adesso per via dell'adrenalina le tempie avevano cominciato a pulsare a ritmi forsennati.

Rumori di passi dall'altro lato della radura lo convinsero che era ora di cambiare posizione, anche se sicuramente sarebbe stato sentito a causa della ghiaia: stavano cercando di affiancarlo, sbucando alle spalle della sua squadra che era ormai dispersa e in serie difficoltà su altri fronti. Maledicendo tra sè e sè tutti i bei discorsi del briefing, si preparò a fronteggiare la piccola pattuglia da solo.
"E' la volta buona che mi seccano, questa. Perchè sono di nuovo solo come un cane? Mai un po' di compagnia in questi casi!" Pensò mentre, stando basso per non essere avvistato, cercava riparo dietro un'altro piccolo cumulo di ghiaia. Da questa nuova postazione, poteva controllare una piccola radura, passaggio obbligato per la manovra di aggiramento che probabilmente i Tango stavano preparando. Buona postazione, ma anche questa non esattamente comoda: senza poter muovere un braccio o una gamba, prese a strisciare lateralmente per disperdere il cumulo di piccole pietre che premevano sullo stomaco.
Passarono altri lunghi minuti, col sole che battendo rendeva la cava un vero forno e deformava la linea dell'orizzonte come in un giorno estivo: d'improvviso, due figure apparirono di fronte a lui. Stavano cercando, molto rumorosamente, di scavalcare dei cespugli a bordo strada: erano perfettamente sotto tiro, sarebbero bastati 2 metri in più perchè finissero in campo aperto, ma uno dei due Tango improvvisamente lo avvistò, vanificando l'effetto sorpresa e costringendolo a sparare sui due ancora nascosti e coperti dalla vegetazione.
D'improvviso, il volume di fuoco prima regolare e preciso cominciò ad aumentare, costringendo il soldato a lasciarsi scivolare più in basso tra la ghiaia; stupito e spaventato da una simile serie di raffiche, si preparò a rispuntare da un'altra parte della radura quando, finalmente, capì. Si trattava di fuoco di copertura, ed ora era rintanato come un topo, in attesa della loro prossima mossa! Nemmeno in tempo di finire il pensiero, di elaborare una strategia o semplicemente abbandonare la posizione: da una zona non coperta della radura un'ombra comparì brandendo un M4. La raffica, letale e precisa, lo colpì in pieno volto e sul petto...
 
PRESO!!! PRESOO!!!
Anche se di raffiche ne ho prese tante, fa ancora impressione ricevere una serie di pallini di plastica in faccia a quella velocità, anche con l'aiuto del passamontagna che attutisce di molto la forza dei colpi. Non importa quante volte mi sia trovato a scontrarmi con altri: trovarsi dalla parte sbagliata di un fucile, anche se finto, fa sempre una brutta impressione... Ma è proprio quel gusto della sfida, all'avversario ma in primis a se stesso e alle proprie (scarse) capacità fisiche e psicologiche, a rendere sempre bella una partita di SoftAir. So che molti mi prenderanno per matto, ma posso assicurare che dopo aver passato delle ore "a caccia di esseri umani" (anche se nel caso di novizi come me, è meglio parlare di prede), tutto lo stress e la tensione della settimana si sciolgono all'improvviso! Specie se dalla parte sbagliata della canna c'è un tuo amico da smitragliare...
Aspettando di rivedere Giordy in piedi (per falciarlo con una smitragliata), chiudo l'intervento e saluto tutti coloro che avranno letto l'intervento (e staranno chiamando il 118)... Alla prossima!!!
9月21日

Lykos Maltese, proprio lui...

Eccomi qui, dopo una rilassante serata in compagnia di amici e amiche a cazzeggiar in giro per Torino, alla ricerca delle parole giuste per esprimere l'ennesimo mix di sensazioni che provo in questi giorni carichi di novità.
 
Proprio come in un'avventura del caro Corto Maltese, ben più famoso "eroe romantico" al quale sono ispirati il titolo e lo "stile" di questo intervento, sto vivendo un periodo alquanto strano fatto di vecchie conoscenze che ritornano dalle nebbie del passato, come se non fosse passato più di un attimo dall'ultima volta che ci si è rivisti, di altre che a causa degli strani sentieri della vita si trasferiscono già altrove o comunque progettano di farlo, e infine di nuovi compagni di viaggio con i quali dividere i pericoli e le fatiche della prossima avventura che ci porterà in quell'oscura enclave di vecchi alchimisti folli che comunemente chiamiamo università di Chimica.

Proprio come nelle sue avventure, ecco spuntare dal niente "Mitikla" e "Sneurina", per chiamarle coi loro (astrusi) soprannomi, e quel vecchio folle di Foga, ex "compagni di viaggio" spersi una volta arrivati alle superiori ed ora tornati in gran forma, pronti a slogarsi le mandibole dalle risate in compagnia come ai vecchi tempi, con in più l'esperienze e gli aneddoti di anni di vita da raccontarsi e su cui scherzare, e tanti ricordi da rispolverare.
Eccomi guardare andare via Cla, compagna di questi ultimi 5 anni che complice un test non passato ha deciso di far ritorno alla sua, o meglio nostra, Sicilia e abbandonare le nordiche lande Torinesi, e con esse amici come me a cui mancherà; eccomi attendere i risultati di un altro test per sapere del destino (anche se solo momentaneo) di Fede, compagna anche di studi scientifici nella torrida estate Torinese che potrebbe partire per la caotica Genova, un porto colmo di confusione e contraddizioni buono per i marinai di passaggio ma anche per studenti in cerca di libera conoscenza.
Ed eccomi infine durante il test, piccolo preludio della mia carriera universitaria che sta cominciando, fiancheggiato da una forestiera e dai suo gruppo d'amici cuneesi, futuri compagni di avventure tra laboratori fatiscenti e polverose aule ottocentesche dello stabile di via Giuria 7; è già formato il primo nucleo di una compagnia che mi accompagnerà almeno per i prossimi tre anni, prima dell'ennesima partenza per una biennale avventura nelle specializzazioni che da buon chimico potrò scegliere, posto che tutto vada per il verso giusto e non sia già avvolto da un simpatico cappottino di legno.
 
E proprio come il nostro caro eroe eccomi qui, a riflettere in solitudine come ogni lupo solitario che si rispetti (sia esso un marinaio in viaggio per il mondo o un semplice studente) sa fare. Alle mie spalle le vacanze tanto sognate dopo la tempesta della maturità e dopo i 5 anni di superiori, di risate e bei momenti ormai passati, e di fronte a me l'ennesima storia ancora da scrivere.
Sono sicuro che rivedrò molto spesso molti dei vecchi amici; è vero che siamo sempre in viaggio in questa vita, ma il mondo per fortuna è piccolo, se ci mettiamo d'impegno ci si rivedrà comunque, in un modo o nell'altro...
9月9日

Amnèsia

"Mi chiamo Matteo Caccia. Sono nato il 24 luglio 1975. Ho trentatre anni. Vivo a Milano.
Non so se qualcuno si ricorda di me.
Io no."
Con questa breve introduzione, si apre un racconto che mi ha lasciato qualcosa, dentro, una vaga inquietudine.
Matteo lavorava a Radio 2, il nome mi ricordava qualcosa e sentendolo parlare mi è ritornato in mente: conduceva un programma estivo, di quelli che dopo tre mesi finiscono e non sai se torneranno l'anno successivo, ma travolti dal palinsesto invernale spesso dimentichi per un po'. Il 7 ottobre, Matteo finì le registrazioni di Barabba, il suo programma appunto. Il giorno successivo si trovava ad un concerto, ed è proprio nel mezzo del concerto che si rese conto di non ricordare più chi e dove fosse, soprattutto cosa ci facesse lì.
A distanza d'un anno preciso dall'accaduto, Matteo è tornato per raccontarci la sua storia.
 
Da quando, a mezzogiorno, ho sentito quel lucido racconto, non faccio altro che pensarci. La sola idea dell'angoscia che Matteo può aver provato mi ha turbato profondamente, così come ha fatto con molti altri che hanno scritto messaggi, e-mail e commenti al suo blog. Anche solo sentir parlare di quel vuoto ti fa pensare a quanto in realtà, volenti o nolenti, siamo il nostro passato.

Dal bracciale o il fazzoletto portato sempre con sè, al "solito" caffe-cornetto al bar, tutti gli elementi grandi e piccoli della nostra vita aiutano a formare quella che è la percezione di noi stessi. Anche se fossimo trasportati in una giungla, i nostri ricordi sarebbero ancora lì a raccontarci cosa siamo stati, e anche nella più assoluta solitudine ci sarebbe comunque almeno il ricordo, la nostra immagine di qualche persona cara con cui "parlare" e ricordare. Neanche la solitudine e la disperazione più profonda potrebbero davvero annullarci, rimarrebbe sempre una parte di noi, anche se piccola, a ricordarci chi siamo, e perchè viviamo.

Ma nulla di ciò è confrontabile ad un amnesia così devastante. Nemmeno le peggiori malattie come l'Alzheimer possono avvicinarsi a questa esperienza, perchè sebbene il malato perda totalmente la capacità di capire e memorizzare il presente avrà sempre il ricordo del passato in cui rifugiarsi.
Nulla è più crudele d'essere privati del proprio passato: nulla più duro di guardarsi intorno e non sapere nemmeno i nostri bisogni primari, i nostri piccoli piaceri, i nostri punti di riferimento... Non sapere nulla di sè, quasi come se si fosse ri-nati ma subito gettati in mezzo ad un mondo caotico che non ci può capire, senza un passato a cui aggrapparsi, senza poter comprendere il presente e senza poter nemmeno immaginare il proprio futuro, come se la nostra anima fosse portata via da una rapida folata di vento.
 
Siamo il nostro passato. Le cicatrici, fisiche e morali, che spesso odiamo, sono forse la cosa più preziosa che abbiamo, anche se per capirlo, forse, dovremo prima perdere tutto. Poco o nulla può servire cercare di scappare da ciò che siamo stati, perchè è ciò che ci ha reso "noi": lasciate pure che il tempo levighi gli angoli più dolorosi dei ricordi, ma non abbandonateli mai del tutto. Non c'è passato tanto brutto da essere preferibile al non avere "anima"...
 
 
 
 
P.S.: Per chi fosse interessato, il programma si può seguire anche dal sito http://www.radio.rai.it/radio2/amnesia/. Secondo me, vale la pena ascoltare il racconto di Matteo Caccia, bastano pochi minuti e un po' di voglia di riflettere...
 
 
8月8日

As time goes by

Milioni di volte ci è capitato di dimenticare date importanti per la gente che ci circonda, con conseguenti magre figure storiche che saranno tramandate ai nipoti in vecchiaia. Non è un avvenimento raro, specie se si è assaliti dalle solite mille cose a cui pensare: burocrazia da sbrigare, pensare a cucinarsi qualcosa (cosa che di solito non mi affligge), organizzarsi una giornata, medicarsi il simpatico taglio al dito che per una decina di minuti non voleva smettere di sanguinare e ha reso la mia cena tragicomica (immaginatevi una persona che cerca di mangiare con una sola mano, tenendo un dito dell'altra dentro un bicchiere con acqua fredda e qualche cubetto di ghiaccio)... Insomma, tra le piccole o grandi difficoltà d'ogni giorno è facile perdere qualche data per strada.
Nonostante ciò, credo che dimenticarsi del proprio compleanno non sia una cosa così comune...
 
Ebbene sì, ho 19 anni (contando che è già l'8 mentre scrivo, anche se sono solo le 3.30)! E se non fosse stato per gli auguri tempestivi post-mezzanotte, sarei andato a dormire tranquillo: ma questo compleanno capitato così, tra capo e collo, mi ha fatto riflettere. Come recita la canzone di Frank Sinatra, "il tempo passa": quest'anno passato tra la maggiore età, la patente, la maturità, non l'ho proprio sentito passare. E' una strana sensazione... Capire così, da un momento all'altro, che un altro anno è  passato lascia un po', come dire, disorientati: e se a questo sommiamo i mille dubbi dell'università, la sensazione di vuoto post-maturità, è facile sentirsi come "dispersi", senza obbiettivi, come un marinaio senza la fida bussola.
 
Ma, proprio perchè questo è il mio compleanno, non voglio pensare troppo a queste cose: se questo anno è passato così in fretta, in realtà buona parte del merito della gente che mi è stata a fianco. Perchè si sa, il tempo passa in fretta quando ci si diverte, e anche in questo anno così "burrascoso" di bei momenti ne ho passati così tanti da perderne il conto.
Viene spontaneo quindi chiudere questo anno con un bel saluto a tutti coloro che hanno condiviso con me anche solo pochi attimi della loro esistenza. E' stato un anno bellissimo, nonostante tutto, e se è stato così è stato soprattutto grazie a voi. Un saluto quindi alla 5°G in primis: 5 anni indimenticabili li devo a voi, gente! E poi un saluto a tutti gli altri come Paul, Giordy, Actis, Big Mariano e Ivan, compagnidi battaglie in quel di Corio; alla doppia coppia Ame-Ukki/Cipro-Lukki; a quelli che all'inizio erano "amici degli amici" come Dania di Cla o Paolo e il resto della cricca della Federica Torinese, compagna di sventura nell'affrontare i temibili test universitari; a Federica di Trapani, Ciccio e relativa compagnia, con cui ho passato la miglior settimana della scorsa, e ultima, estate siciliana; un grazie a "Scarlett", per quanto sia stata una bolla di sapone è stato bello stare con te finchè è andata. Un grazie a Parigi, a Scave che mi ci ha trascinato, e a Londra che è li, che ci aspetta, per la gioia di Dante. E un grazie all'elegante e bellissima Torino, che sarà pure piccola, a volte pericolosa, a volte smorta, ma rimane la MIA città, il palco dove ho messo in scena questi 19 anni di vita e dove, futuro incerto permettendo, mi piacerebbe continuare a "recitare".
E ovviamente, un grazie a tutto quello che non ricordo, alle persone che ho omesso... 

Si sono fatte le 4.20, sono troppo stanco per rileggere ed inoltre con l'indice sinistro fuori uso mi è un po' difficile scrivere: considerando che di solito sulla tastera uso entrambe le mani, non usare un dito mi sfasa i movimenti che di solito compio istintivamente, e di conseguenza le cazzate fioccano! Per cui scusate gli errori che mi saranno sfuggiti tra uno sbadiglio e l'altro, la prossima volta starò più attento. Buona estate, vi meritate gli auguri se siete arrivati fin qui a leggere. E se anche avete saltato un pezzo, fa niente, lo faccio spesso anche io... Buona estate! Alla prossima

                                                                                                                                 Lykos
 
5月26日

"Incontro" - Francesco Guccini

Se per una volta pubblico il testo di una canzone, e non qualcosa scritto da me, è perchè nonostante la storia sia distante da me, la poesia di queste parole mi colpisce e certe immagini, come le "stoviglie color nostalgia" e i soliti discorsi sul passato, sembrano accordarsi con una delle mie mille personalità, la più malinconica e quasi estranea rispetto al presente, quella che mi rende un "nato vecchio", come il mitico Gianluca Guidi: sono parole che sento affini a me, ed ho quindi deciso fosse giusto scriverle qui, sperando che qualcuno leggendo possa incuriosirsi e cercare la canzone.
 
E correndo mi incontrò lungo le scale, quasi nulla mi sembrò cambiato in lei,
la tristezza poi ci avvolse come miele per il tempo scivolato su noi due.
Il sole che calava già rosseggiava la città
già nostra e ora straniera e incredibile e fredda:
come un istante "deja vu", ombra della gioventù, ci circondava la nebbia...

Auto ferme ci guardavano in silenzio, vecchi muri proponevan nuovi eroi,
dieci anni da narrare l'uno all' altro, ma le frasi rimanevan dentro in noi:
"cosa fai ora? Ti ricordi? Eran belli i nostri tempi,
ti ho scritto è un anno, mi han detto che eri ancor via".
E poi la cena a casa sua, la mia nuova cortesia, stoviglie color nostalgia...

E le frasi, quasi fossimo due vecchi, rincorrevan solo il tempo dietro a noi,
per la prima volta vidi quegli specchi, capii i quadri, i soprammobili ed i suoi.
I nostri miti morti ormai, la scoperta di Hemingway,
il sentirsi nuovi, le cose sognate e ora viste:
la mia America e la sua diventate nella via la nostra città tanto triste...

Carte e vento volan via nella stazione, freddo e luci accesi forse per noi lì
ed infine, in breve, la sua situazione uguale quasi a tanti nostri films:
come in un libro scritto male, lui s' era ucciso per Natale,
ma il triste racconto sembrava assorbito dal buio:
povera amica che narravi dieci anni in poche frasi ed io i miei in un solo saluto...

E pensavo dondolato dal vagone "cara amica il tempo prende il tempo dà...
noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa...
restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento,
le luci nel buio di case intraviste da un treno:
siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno..."
5月24日

Pietà? Ma non scherziamo...

Dal sito del "Corriere della sera":

<< E Rifondazione chiede la grazia «Compassione per la Franzoni»
Appello di «Liberazione». Russo Spena: niente vendette. Melandri: prematuro >>

"Fermi un secondo... Mi devo essere perso qualcosa" ho pensato, sentendo la notizia alla radio.
E invece, avevo capito fin troppo bene. Ma dico, stiamo scherzando? Ma con che faccia certa gente tira fuori queste stronzate dal cilindro?

Il caso Cogne è stato una delle più tristi dimostrazioni di come un processo possa diventare un fenomeno da baraccone. Speciali Tv, modellini, pianti e accuse sono fioccate per anni prima di giungere ad una soluzione.
La Franzoni, appoggiata dalla famiglia, ha sempre affermato la sua innocenza di fronte a una gran quantità di prove: ma non è questo il punto dolente della questione.
Il problema sta nella tattica difensiva scelta dalla sospettata, che dopo pochi mesi scelse come avvocato il celebre Taormina, un nome che per chi ha un minimo di intelligenza equivale ad un'ammissione di colpevolezza pubblica, e nei mesi successivi ha metodicamente trascinato nel fango vicini di casa, compaesani, giudici, agenti della scientifica arrivando persino a falsificare prove in maniera così lampante da essere stata puntualmente scoperta.
Questa tattica è stata affiancata da una presenza televisiva "ad hoc", atta a creare nel pubblico sentimenti di pietà con pianti disperati, seguiti però da agghiaccianti fuorionda in cui la stessa Franzoni si chiedeva con lucidità se non avesse pianto troppo, creando astio ai telespettatori.

Questa naturalezza nel gettare fango su chiunque e cercare il consenso del "popolo" nel tentativo di salvarsi, senza curarsi degli innocenti cittadini che si vedevano rimbalzare addosso accuse infamanti, sarebbe di per sè da condannare; a questo si aggiungono le prove, tanto criticate dall'accusa che ha persino fatto carte false per svalutarle. Con l'accusa di qualche giorno fa, speravo che una simile infamante pagina della storia giuridica si fosse, finalmente, chiusa per sempre. Per una volta, chi agisce contro la legge con campagne televisive, dichiarazioni infamanti, comportamenti arroganti nei confronti di giudici, investigatori e agenti della scientifica, ha incontrato la pena che meritava, infondendo un po' di fiducia in chi come me ritiene ancora importante per un paese democratico avere una giustizia vera, che non guarda in faccia nessuno ed è capace di rovesciare un intero sistema in nome della legge quando tutto è corrotto, al posto di adattarsi perchè "così fan tutti" (bei tempi del processo Mani Pulite, "giustizia anarchica"...).

E invece, eccomi qua, stupito e confuso dall'uscita di certi esponenti di un partito che ho votato e in cui riponevo fiducia. Ad essere sinceri, non so più se ridere o vomitare... Ma come cazzo si fa? Già abbiamo consegnato il paese a Berlusconi, visto che il Pd più che un governo-ombra riesce a malapena a formare l'ombra di una vera opposizione e Di Pietro è stato già svenduto dai suoi stessi alleati. In più, se ci si mettono pure quelli di Rifondazione, capirete che il quadro della situazione si fa tragico...

Prossima vita nasco anarchico... Ma se si continua così non dovrò aspettare una reincarnazione per cambiare idea!!!

P.s.: Consiglio di dare un'occhiata a questa vignetta... Il caso Schifani

5月12日

Ci scusiamo per l'inconveniente...

Ad essere sinceri, non sono mai stato sicuro di quello che scrivo e pubblico. Spesso c'è qualcosa che non mi convince, che lascia in sospeso tra la vita e la morte articoli appena sfornati. Ma mai come nel precedente ho sentito il bisogno di eliminare qualcosa di così poco "giusto" secondo i miei gusti. Sapevo che non invocare l'aiuto di Cthulhu avrebbe portato guai, ma mancavo della lucidità adatta.
Primo, per la confusa rabbia con cui ho scritto.
Secondo, per la mancata obbiettività, che l'ha reso un capolavoro di populismo senza pari.
Terzo, e anche più importante punto, per lo stile che ad essere sinceri faceva schifo pure a me.
 
In seguito a queste considerazioni, ho cancellato il precedente articolo lasciando come ultimo scritto la più degna citazione di Ortolani, che rispecchia appieno la mia chiave di lettura delle scorse elezioni.
 
Mi scuso quindi con i Sig. lettori per l'inconveniente. AssicurandoVi una migliore qualità nei prossimi articoli, se l'ispirazione mi coglierà, Vi auguro una piacevole giornata. Alla prossima...
                                                         Lykos
4月16日

Citazione di Leo Ortolani

Visto il risultato delle ultime elezioni, mi è sembrato utile rispolerare una vecchia frase del Leo dal mitico albo "Le meraviglie della tecnica"

 
Ecco quindi a voi la perla:
 
"Il sesso virtuale
  • Pur essendo ancora agli inizi, il sesso interattivo ha già fatto, in qualche caso, passi da gigante. In Italia, un uomo solo, con il semplice aiuto di uno schermo, è riuscito a sodomizzare milioni di persone...
    Voce dallo schermo: ...vi prometto un milione di posti di lavoro... "

Che dire? Evidentemente alla maggior parte degli italiani farsi sodomizzare piace...

Spero solo nell'avvento del buon vecchio Cthulhu... Alla prossima gente!

 

                                                                                                           Lykos 

 
 
2月22日

Solo un po' di confusione dentro...

Eccomi qua. Come sempre, immerso nel buio. Qualche pezzo musicale mi rilassa e permette ai miei pensieri di affiorare e liberarsi dalla mia voglia di tenerlì giù, nascosti. I pezzi di oggi, per chi non avesse niente di meglio da fare e avesse voglia di sentire qualcosa di diverso dal solito, sono la colonna sonora di Furyo (Buon compleanno Mr. Lawrence), l'ultimo film di cui mi sono fortemente appassionato, e quella del film "L'ultimo imperatore" che ho una tremenda voglia di vedere da quando conosco questo pezzo...
 
Mentre ascolto, sento salire emozioni così diverse, contrastanti... Sono terribilmente confuso, e anche se questo può non rappresentare una grossa novità, direi che questa mescolanza di pensieri, questa mancanza di una volontà precisa, ultimamente si sta facendo sempre più potente.
E' tutta una serie di fattori che mi rende così: dai quesiti più stupidi, alle poche certezze che mi erano rimaste dopo anni di demolizione dei miei punti di riferimento.
 
E' un periodo strano, questo sì... Ho la sensazione di giocarmi il futuro, ma nel contempo non ho nemmeno una più pallida idea di dove tentare di indirizzare la mia vita. Mi sento sperso tra infinite scelte, e provo angoscia per questa vastità di possibilità, e allo stesso tempo mi sento costretto dall'ambiente che mi circonda. Ho voglia di provare nuove esperienze, girare per nuovi luoghi, ma arrivato al momento della partenza mi sento così attratto dalla mia normale vita, dalle faccie amiche, dai paesaggi e gli scorci di città che ormai considero casa.
Il mio piccolo mondo probabilmente sarà spazzato in buona parte via alla fine di quest'anno scolastico, perchè che mi piaccia o no è la scuola, il mio "lavoro", che regola buona parte della mia giornata, e la fine di questo ciclo di studi porterà con sè molti momenti di quotidianetà che adesso non mi suscitano grandi emozioni ma so già che ricorderò con gioia e nostalgia. Dall'altro canto, davanti a me sento di avere la possibilità di rifarmi una vita prendendo solo la parte migliore di me, dimenticando quei comportamenti che magari oggi odio ma che per anni ho mantenuto; reinventarmi un po'...
No, ad essere sincero, non mi sento male: sono un po' inquietato, ma allo stesso tempo curioso di quello che succederà.
Non sono triste. Non credo che la vita sia una merda, anzi: certo non è sempre perfetta ma credo valga comunque la pena di viverla e provare a salvarsi la pelle e divertirsi un po', a questo mondo.
Anche perchè so che dovunque andrà a finire la mia vita, potrò sempre contare nei rapporti con chi mi è vicino, quei rapporti che sono sempre riuscito a vivere ed apprezzare fino in fondo, e fino ad oggi mi hanno aiutato ad attraversare questi anni, dai momenti più bui a quelli più gioiosi. E so anche che farò di tutto affinchè nella mia vita possa avere il mio angolo di pace nel quale scaricare i miei pensieri, rilassarmi, riflettere, come faccio ora con un po' di musica, qualche libro, e magari un po' di tempo per scrivere, anche solo per piacere personale. E con queste due sicurezze, riesco a guardare al futuro con meno paura...
 
No, non sto male. E' solo un po di confusione dentro... Non credendo in niente di certo, ma solo nel caso, tantovale che ci faccia l'abitudine. Forse il trucco è giocarsela come meglio si può e si crede, questa vita.
 
P.s. Un saluto a Giordy che oggi parte per l'Inghilterra. Salutami Londra, Gio...
 
                                E un saluto a chiunque abbia letto. Grazie per l'attenzione, alla prossima... Lykos
 
2月10日

It's been a long time...

Già, è un casino che non scrivo qua sopra... Molte volte ho aperto questa pagina, molte volte ho tentato argomenti poco fruttuosi, ma la verità è che avevo perso la voglia di comunicare qualcosa; ogni riga mi sembrava scialba, inutile, ed ho sempre pensato sia inutile scrivere quando ci si sente così.
 
Ma stasera è giunta l'ora di rompere questa storia. Non ho alcuna idea dell'argomento da scrivere, a parte che ho preso la patente e che quindi da oggi per le strade c'è un nuovo driver... Peccato solo che questo sia regolarmente a piedi! Ma a parte ciò, le ultime due settimane sono state inglobate dallo studio, alternato a fasi di stanca nelle quali già solo respirare sembrava una fatica psicologica e fisica immane, quindi non ho avuto molto tempo per le emozioni; ed è questo uno dei principali motivi della mia lunga assenza da qui.
Tra la bellezza del romanticismo, della natura ispiratrice e fonte di forza vitale, e le oscurità dell'animo umano svelate da Freud, questo anno scolastico sta riportando alla luce antichi sentimenti assieme a nuovi timori... Tutta questa faccenda mi sta sconvolgendo un po', ma tiro avanti comunque, ridendo e scherzando come sempre.
 
A parte tutto lo studio, devo dire che in fondo non è che mi possa lamentare... Nel tempo libero si organizzano cene, magari da Scave che nel frattempo ha trasformato il piccolo magazzino in cortile in una zona carica di atmosfera, molto "confidential": ottima per passare il tempo in compagnia di pochi amici, ovviamente svaccati sui divani, a parlare del più e del meno, specie se si è vicini ad stufa!
In tutto ciò, il tempo per scrivere si riduce drasticamente: eccomi quindi qui, a specare ore di sonno per scrivere interventi deliranti per via della stanchezza, tremando dal freddo e con dentro una pazza voglia di stendersi a letto... Cosa che mi appresto a fare.
 
Scusatemi se ciò che ho appena scritto non sembra avere un senso, è una sensazione che ho anche io, ma sono troppo stanco per pensare ora... Cercherò di far meglio in futuro! Per stasera ho già dato... Buonanotte gente, alla prossima!
 
1月3日

Capodanno 2007...

Eccomi qui, nella solita tranquillità ispiratrice della sera, pronto a scrivere di questi giorni di festa, fatica e compagnie che ho vissuto in quel di Gavi Ligure, dove la padrona di casa Lucy e il fratello Vincenzo (detto Vinnie o anche Salvatore) hanno ospitato un gruppo di ragazzi disperati in cerca di un luogo dove passare una serata di festa insieme. Il riassunto sarà breve perchè non ho assolutamente alcuna intenzione di scrivere infinite cronache, stile capodanno 2006; ma nonostante abbia diverse ore di sonno arretrato voglio comunque scrivere qualcosa prima che il momento giusto passi via...

G-Day, 30 dicembre: lo sbarco a Gavi avviene attraverso una coincidenza treno-pullman che vede i nostri eroi [Kla-Kla, Simone, Marco, Debbs, e ovviamente io] accampati per un ora e mezza a Serravalle Scrivia, desolato paese dell'Alessadrino costruito su di una statale semi-deserta, con una notevole zona industriale abbandonata che dona al paese un simpatico look post-atomico in stile Chernobyl, molto amato soprattutto dai bambini, che bramano sin dalla più tenera età di giocare all'ombra di muri diroccati e allegri mostri di metallo arrugginito. L'arrivo del pullman ci porta a Gavi Ligure "centro", da dove con borsoni contenenti decine di bottiglie di birra e spumante, kili di cibo assortito e qualche vestito, con l'aiuto dei padroni di casa manciamo verso la villetta, ovviamente inerpicata su di una collina fuori dal paese! Nonostante il pomeriggio sia passato tra riordinare, cucinare, e cercare di ambientarsi un po', mi sono divertito da matti, anche grazie all'ambiente di casa Mulone, accogliente come solo una casa di montagna con riscaldamento a legna può essere: non potete immaginare come il calore di un vero fuoco possa scaldare il cuore, oltre che le ossa e l'ambiente... Stanchi, doloranti ma divertiti, abbiamo passato una bellissima serata insieme a Scave, che nel frattempo ci aveva raggiunti giusto in tempo per portare alcune delle immancabili crepes... Anche se a dire il vero sarebbe meglio non parlare di questo simpatico alimento, visto che tra il 30 e il 31 ne avremo cucinate almeno 70, e al solo pensiero di tutte quelle mangiate durante quei lunghi pomeriggi di cucina il mio stomaco si attorciglia su se stesso! La serata procede con partite a Uno e al Terribile Machiavelli, diabolico gioco di carte che insieme al Risiko detiene il record di Amicizie Distrutte, e termina verso le 3.30 quando, dopo la visione del film Doom, americanata su cui avevo riposto a torto la speranza di un po' di sano terrore, ci ritiriamo nelle nostre camere, accolti dalla comodità dei letti che non avremo mai più provato nei successivi 3 giorni. Da segnalare i pantaloni stretti prestatimi da Lucy in vece di una tenuta più consona per dormire (niente pigiama, avevo solo i Jeans con i quali ho comunque dormito le successive serate), che erano così attillati da farmi sembrare un ciclista gay anni '80... Davvero toccanti! Non ho avuto il coraggio di farmi fotografare...

Il 31, giorno dell'arrivo della "massa", vola veloce tra ultimi preparativi e partite alla play, per poi sfociare nella festa all'arrivo dei primi compagni. Risparmio i dettagli sulla dance floor, i botti, l'alcool e gli immancabili sbocchi di gente sversa, straordinariamente rari quest'anno, segno forse di un collettivo raggiungimento di un po' di furbizia che è stato accolto dal sottoscritto (astemio) con stupore e un po' di disappunto, visto che tutto ciò ha fatto sfumare i piani per la conquista del mondo da parte della lobby degli astemi (vedi capodanno 2006). Tra le note particolari, lo shampoo al gin-lemon di Federica, Dante sverso come non mai, e il simpatico incontro del terzo tipo avuto in giardino; mentre spensierato mi aggiravo tra le due porte della casa, infatti, sentendo rumori provenire dall'angolo dell'abitazione, decido di apparire all'improvviso puntando la torcia in faccia a quello che pensavo fosse Erik che trafficava coi botti, salvo scoprire la presenza di un simpatico sconosciuto ubriaco che era sconfinato nel nostro giardino dalle case adiacenti: dopo aver perso 7-8 anni di vita, riuscendo miracolosamente a non urlare per via dell'inaspettata sorpresa e riuscendo persino a bloccare l'istinto di spaccare prima in testa dell'intruso la torcia e soltanto dopo chiedere spiegazioni, pronuncio le uniche parole ("E tu chi cazzo sei?") che in quel momento mi balenavano alla mente, escludendo insulti e imprecazioni sacre e profane che avrebbero istantaneamente dato fuoco all'intero boschetto; con estrema nonchalance il bizzarro individuo biascica parole tipo "pipi" per poi tornare zigzagando verso l'abitazione vicina, lasciandomi impalato dalla sorpresa e dall'assurdità della situazione. Dopo una breve ispezione della casa, la festa riprende tranquillamente per durare fino al mattino successivo.

L' 1 mattina, lo scenario che si presenta ai nostri occhi ha un nonsochè di tetro e opprimente. Corpi abbandonati al suolo in pose innaturali, faccie stanche da lavori forzati, cibo e alcool su tavoli e pavimenti, e un continuo traffico di figure semi-umane che comunicano per forzati monosillabi, alla ricerca di un luogo dove accasciarsi o dei propri effetti personali, imprudentemente lasciati nelle stanze più frequentate e quindi sparse nel raggio di kilometri come al passaggio di un piccolo uragano. Tra una partenza e l'altra rimaniamo in pochi; partita Debbs, si fermano Marta e Federica, e con il loro aiuto cerchiamo di ridare alla casa un aspetto decente. Il pomeriggio passa più o meno come quello del 31, tra lavoro e battute. La sera invece porta con sè una sorpresa: il ritorno di Davo, Dante, e colui che chiamerei ormai trinità (ossia Hyuge, lo Zio, e Eugenio in un unica persona persona), che si presentano nel mezzo di una grigliata a -5 gradi (l'idea più idiota che potevamo avere, ma anche l'unico modo per non nutrirsi di soli avanzi ma cambiare un po' menù...). La serata passa con l'aiuto del Karaoke, perfida invenzione giapu che in squadra con i Tamagochi, il Sushi e i Sudoku [sudak... sadok... sidak.. Faffanculo! (con affetto, dedicata ad Erik!)] sta pian piano rincoglionendo la popolazione occidentale, in vista di un futuro piano per il dominio mondiale, come insegna l'America che con la Coca-Cola, Pac-Man, gli M16 e i film d'azione ha dominato il 20 secolo. Passate anche qui le 4, decidiamo di andare a riposare le nostre stanche membra in vista del viaggio di ritorno.

Il 2 mattina, fatidica data del rientro, fervono i preparativi. Coraggiose ricerche di effetti personali tra sacchi a pelo, calze, scarpe, compagni in stato comatoso e rimasugli della festa, ultime pulizie, ancora Playstation e ancora Machiavelli e Uno, fino al momento in cui, dopo aver chiuso il cancello e dato un ultimo sguardo a quella casa alla quale mi stavo già affezionando, ci avviamo sotto la neve verso Gavi centro e verso l'inizio del ritorno verso le nostre case e soprattutto i nostri letti... Memorabili partite a Rubamazzetto in treno, e notevole comparsa di uno strafattissimo uomo in cerca d'acqua che decide di raccontarci un surreale resoconto dei suoi passati giorni, tra ubriacature a Nizza e treni, noncurante del nostro visibile imbarazzo, per poi scomparire nella folla della stazione, come fanno tutti i personaggi del genere che si incontrano sui treni. E infine, dopo una calda doccia (lunga un sogno, recitava una pubblicità di tanti anni fa), una rasatura con dopobarba e tanti piccoli riti di ricostruzione fisica come un pranzo posticipato alle 6 del pomeriggio, eccomi tornato alla normalità, alle uscite al pub e infine su di una tastiera a scrivere di quest'ennesima festa da ricordare. Sono l' 1:10 circa, il breve intervento è di nuovo cresciuto in maniera incontrollata, e quante cose sarebbero ancora da raccontare... Ma una piccola voce dentro di me, tra imprecazioni e insulti mi dice di staccare anche se il sonno non arriva, in vista di una guida mattiniera (dannata patente ti bramo!)

Un saluto ai compagni d'avventura dunque, e un rinnovato augurio di buon anno a chi il capodanno l'ha passato altrove ma si è comunque fatto sentire (Giordy Ame Cipro Lukky Rouge etc etc...), al vecchio Fra che purtroppo è mancato (nel senso di non presente alla festa, non di deceduto, ma se volete una grattatina in suo onore potete farvela) e a chiunque leggerà queste righe, se non altro per lo sforzo dimostrato. E' proprio ora di andare... Buon anno gente! Alla prossima...

12月30日

Goodbye my 2007, hello 2008...

Sono qui, quasi l'una e, sono qui... come direbbe Liga.

Fra meno di dieci ore comincerà il lungo viaggio verso Gavi Ligure, "ridente località piemontese dell' Alessandrino" dove con la mia classe abbiamo deciso di passare l'ultimo capodanno dei nostri 5 (o più per i meno fortunati) anni di scuola.

E questa trascorsa è stata quindi una serata d'addii, a breve termine ovviamente, così come gli ultimi giorni in generale: perchè se è vero che passerò 4 giorni con gente con cui, approssimando, ho passato più di 1000 giorni della mia vita, all'appello mancheranno amici che si disperderanno per l'intera penisola in cerca di un luogo dove passare il capodanno.

Un saluto quindi a Lukki (Ciuuuù), Ukki, Ame, Giordy, Cipro, Marco e Andrea diretti a Diano Marina, nella vicina Liguria; un saluto a Enrico e Paul diretti a Firenze, e a Rouge in Calabria;

Un saluto anche a Roby e Franz, diretti chissà dove in cerca di un divertimento che gli auguro con tutto il cuore anche se non ci si sente da un pezzo, a Big, Marcos e Actis, a Deia e Gaia e ai compagni di spedizione scientifica (il gruppo Savoia, Torino-Cagliari) dispersi tra la Sardegna e questa cara mia città, bella come sempre in queste giornate invernali. Un saluto ai Trapanesi, in primis a Federica, poi a Ciccio, a Pingu, alle due Roberte, MichelaNika, Andrea e Ignazio e a Trapani in generale.

A tutti questi, e a coloro che ho dimenticato, se mai passassero di qua, auguro un felice anno nuovo e tanto, tanto divertimento a capodanno... Ai miei compagni di classe, avrò il piacere di farli di persona. Ora, visto che vorrei dormire un po' più delle solite misere 7 ore, vi lascio alle vostre attuali occupazioni, qualunque siano, sperando che siano degne della vostra attenzione, anche se visto che state leggendo questa pagina probabilmente non saranno poi un granchè...

Aspettando di poter scrivere il resoconto del mio capodanno, quindi, non mi resta che ribadire gli auguri e lasciare l'ultimo messaggio del 2007:

Grazie dell'attenzione; le trasmissioni riprenderanno nel 2008! Alla prossima...

12月23日

Vacanze di fine 2007

Ebbene sì ne sono successe di cose in questi giorni d'assenza dal blog...

E come festeggiare il rientro se non con le vecchie consuetudini? Eccomi dunque all' 1:30 della notte, a cominciare a scrivere un intervento di cui non ho nemmeno una vaga idea, giusto perchè ne avevo voglia.

Sono giorni di una certa confusione, questi, e per vari motivi tra cui scuola, patente, amici e la frenesia tipica delle feste. Il centro di Torino è in subbuglio, sarà confusionario ma questo periodo è il migliore in quanto ad incontri casuali con chi ci conosce, perle di rarità nelle vacanze estive.

Sotto un freddo infame che ti congela la faccia, lasciando spazio a sorrisi che nascondono paresi e a camminate dementi per non modificare il delicato equilibrio tra giacche e maglie per non fare entrare folate di aria gelida, immersi in un'atmosfera limpida e accompagnati da un sole non più caldo ma comunque di buona compagnia, cerchiamo tutti di goderci un po' di feste tra un impegno scolastico inarrestabile, giornate lavorative per chi la scuola l'ha finita già da un po', e cazzeggio generale.

Scene da libro cuore per i saluti a scuola, abbracci e saluti che scaldano il cuore e spezzano la routine del freddo "ci vediamo domani", incontri casuali, uscite ogni sera fino allo stremo, in attesa di una neve natalizia che quest'anno rischia anche di fare la sua comparsa prima che le feste siano finite: ed eccomi qua, stanco dopo una pattinata sul ghiaccio, a scrivere immerso nel vuoto.

I preparativi per capodanno sono avviati: il 30 un coraggioso manipolo di eroi partirà verso il fronte (casa di Lucy) per preparare il campo, affrontando freddo, riscaldamento spento e chissà cos'altro, per poi accogliere i rinforzi che arriveranno il 31 trovando una casa linda, tiepida, e accogliente (oltre che lo stremato manipolo), pronti per una due giorni di festa, o meglio per un capodanno di festa e una serata di recupero energia, prima di rituffarsi tra uscite, compiti (non ancora iniziati) e routine nel 2008.

Nel frattempo inganno l'attesa riguardando estratti dell'alienante Full Metal Jacket, film di cui mi sono appassionato in questo inverno. Le citazioni si sprecano e ormai sia io che giordy recitiamo a memoria estratti del film, del tipo "oh gesù gesu... E questo che-cos'-è? MA CHE CAZZO E' QUESTO? Che cos'è questo, Palla di Lardo?" e via dicendo...

Le guide sono cominciate... e già non ne posso più! L'auto muore sotto i miei piedi, e vorrei accelerare ma mi tocca trattenermi, visto che il mio budget non è esattamente illimitato, ma un giorno potrei impazzire davvero ed allora spero non mi incrociate sulla vostra strada...

Boh, che altro scrivere? Che sono stanco e mi sono rotto di scrivere! Quindi stacco... Al prossimo intervento! Mal che vada sarà la cronaca del capodanno... Se sopravviverò s'intende. E non sarà facile...

Alla prossima gente...

11月22日

Parlando di viaggi...

Ebbene sì, questa è la vigilia d'un altro viaggio... Un viaggio verso Erice (Tp), in rappresentanza della mia scuola ma in maniera "ufficiosa", per partecipare ad una "3 giorni" internazionale sulla fisica. A parte le alte probabilità di non capirci un cazzo che ho, c'è qualcosa che mi lascia un po' inquieto: il viaggio in sè. I motivi sono vari, e tutti abbastanza stupidi, lo ammetto... Ma ognuno ha i suoi problemi, anche io potrò avere i miei, no? Eccone qualcuno...

 

Odio l'aereo, più ancora che la nave:                                                                                                                                                                                                                                         1, perchè un po' mi dà fastidio stare a 7000 metri da terra (senza manco un paracadute! Perchè?);

2, perchè soffro, oltre che di mal di mare, anche di mal d'aria e quindi devo assumere una quantità di pasticche tale da stroncarmi nell'animo, riducendomi ad un vegetale in grado di pronunciare solo frasi disconnesse (riassumibili in "Quanto manca" più eventuali improperi per i vuoti d'aria) prima di crollare in uno stato semi-comatoso e in un successivo lento risveglio;

3, perchè nell'aereo manca quella componente umana e romantica del viaggio, fatta di pause in qualche paese visto dall'autostrada, fermate del treno in mezzo alla campagna a parlare con gli sfortunati compagni di vagone tra uno spuntino e una sigaretta, serate passate sul ponte della nave a fissare un cielo come raramente riesci a vederne in città... Tutto quello di bello che può esserci nel viaggio inteso nel vero senso del termine, ossia nel tragitto percorso tra la partenza e la destinazione a cui si mira.

 

Odio allontanarmi da casa perchè:                                                                                                                                                                                                                                      1, l'albergo è bello ma solo quando sei in compagnia di gente con i quali sei a tuo agio;

2, mi dimenticherò di sicuro qualcosa ma lo realizzerò comunque troooppo tardi, causando un'esplosione di rabbia seguita da improperi che faranno crollare le strutture di qualsiasi luogo sacro di qualsivoglia religione in un raggio di chilometri. Quel qualcosa sarà il classico oggetto dimenticato in un cassetto, che a casa non usi mai ma in quel momento baratteresti con un rene (per poi ritrovarti al mattino steso su un prato... saluti a Mr. Rene [5C]!);

3, l'altro rene lo impegno nella scommessa che di sicuro, una volta tornato a Torino, qualcosa di diabolico tipo una diarrea fulminante colpirà i miei che occuperanno il bagno, cosìcchè al mio ritorno, proprio nel momento in cui più ne avrò bisogno, le comodità della mia casa mi saranno precluse, con seguente terremoto di bestemmie che raderà al suolo ciò che restava della Gran Madre e anche della Mole (che essendo un ex-sinagoga rientra comunque nella categoria edificio sacro);

 

In più... Mi mancherete gente! La mia classe, la quotidianetà di quegli aneddoti da cui sarò sommerso al mio ritorno, le risate, gli abbracci, gli scontri e gli insulti che ogni giorno coloriscono la mia giornata. Gli amici al di fuori della scuola, gente che frequento alcuni da poco, alcuni da anni ormai e nonostante la scuola e tutti gli altri impegni ancora trovano del tempo da passare insieme.                                                                                                                                                                 Ma insomma, io, che cazzo sto partendo a fare? Boh! Mica mi capisco io... Mi dovrei levare questo vizio di volermi sfidare sempre! Certo è che se ogni tanto non avessi dato ascolto al mio istinto, mi sarei perso tante di quelle cose... E in fondo son contento di partire, anche se metà delle giornate le passerò guardando il vuoto e pensando a chi mi lascio indietro. Ma per un week-end, posso resistere, credo...

                                                                                            Lykos

11月7日

"Contro il logorio della vita moderna..."

Beh, era ora che mi decidessi a scrivere qualcosa... Ma si sà, nella vita ci sono momenti in cui senti dentro qualcosa da comunicare al mondo e alcuni in cui semplicemente non ti nasce nessuna emozione così forte, o fuori dall'ordinario, da dover essere raccontata; e da qualche settimana a questa parte posso dire di aver attraversato un periodo simile, dove tra studio, calcetti e ping-pong, serate passate a parlare con amici con problemi da condividere, non si ha tempo o voglia di dedicarsi ad un po' di sana introspezione.

Ma può capitare che un giorno, dopo essere uscito prima del previsto da scuola, con davanti un pomeriggio di studio (per fortuna sapientemente spalmato su più giorni, in modo da non doversi uccidere il giorno prima) e in cartella un panino, tu possa essere assalito dalla voglia ingiustificata di non tornare a casa ma di farti un bel giretto da solo, il più lontano possibile dai luoghi chiusi, e goderti una fredda ma solare giornata di autunno, come probabilmente se ne vedranno poche nei prossimi mesi. Capita che, passeggiando tranquillo per una piccola stradina che costeggia uno dei parchi più grandi della città, tu possa trovare uno scorcio, un panorama, di quelli che di solito ti passano davanti agli occhi senza nessuna emozione, ma in questa limpida giornata ti costringono a guardare, appoggiarti ad un ostacolo e fermarti un po', col sole che cerca di riscaldarti e una serie infinita di colori come solo l'autunno può dare, e quell'arietta fresca che ti entra dentro i polmoni e sembra darti più forza e gioia... E capita che, con lo sguardo fisso in quel piccolo angolo di natura, quella distesa d'alberi colorati, erba e campi che sfumano verso le lontane montagne innevate, tu possa sentire una quiete dentro, qualcosa di piacevole come un buon bagno caldo, qualcosa che ti libera la mente e ti rilassa profondamente, lasciandoti dentro una sensazione piacevole, e del tutto inaspettata...

Qualcosa che vale la pena raccontare, credo, perchè se c'è una cosa che ho imparato, da un po' di tempo a questa parte, è che certe volte non c'è niente di meglio di qualche piccola emozione, una piccola scoperta per rimettersi in sesto; un po' come mettersi dei vestiti puliti, uscire e riallacciare i rapporti col mondo dopo un periodo di malattia passato nell'apatia in isolamento a casa . Giusto per citare una nota pubblicità, un bel trucco ""... Anche perchè da astemio, la possibilità di un Cynaro è da escludere...

Boh, direi che per oggi ho fatto ciò che sentivo di dover fare, quindi vi saluto, e sulle note di "Farewell to Ireland" mi accingo a pubblicare, dopo così tanto tempo, l'ultima mia "fatica"...

Alla prossima gente!

10月21日

Ed è ancora Ferrari, nonostante tutto...

Ferrari
 
 
Nonostante lo spionaggio, gli 007 McLaren e anche chi dall'interno ha tradito la fiducia di un intero team...
Nonostante la mano leggera della Fia, che ci ha regalato il costruttori ma non ha penalizzato d'un punto i piloti
che pure sapevano ed erano avvantaggiati dalla situazione...
Nonostante Hamilton: bravissimo, anche più simpatico di Alonso, ma troppo fortunato e soprattutto
 troppo favorito per meritare di vincere...
Nonostante anche la sfortuna (ma quelle cazzo di Mercedes non si rompono mai? E pure se si rompono
si autoriparano in gara, pazzesco!)...
 
Nonostante tutto, vittoria... E' stato un campionato sofferto, orrendo, ma si è concluso come era giusto
che fosse; dove non ha potuto la giustizia sportiva ci si è messo il caso, e la forza del team.
E guai a chi da domani dirà che la F1 è uno sport noioso!!!
 
 
P.s. Che nessuno osi dire che mi esalto per poco! So benissimo che il mondo non sarà migliore dopo
questa vittoria, ma ogni tanto potrò anche io essere felice per qualche futile motivo sportivo, no?
E poi a me le gare sono sempre piaciute...
 
9月30日

Piccole gioie della vita....

Biglietti andata-ritorno per Bologna, o giù di lì: 60 euro                                                                                                                           2 etti di crudo, 2 di cotto: 5 euro e rotti                                                                                                                                               Pane, piadine da cuocere in 5 minuti, pomodori e co.: meno di 10 euro

Lavarsi i piatti, da solo in casa, con i guanti di gomma gialli da "casalinga disperata", mentre canti a squarciagola "More than a feeling" dei Boston alle 9 di sera, senza timore che nessuno ti senta perchè i tuoi sono andati a trovare parenti...                                                        non ha prezzo. Per tutto il resto, c'è MasterCard!!!

Già, ogni tanto un po' di solitudine e pace fanno veramente bene! Ho anche scoperto la parte "casalinga" di me... Sono piccoli lavori che trovo quasi piacevoli, ma non riuscirei a fare in presenza dei miei, anche perchè le mie ultime esperienze di collaborazione casalinghe si sono trasformate in infortuni (a mio carico) e maledizioni (a loro). Ma fare questi lavori, da solo, "in my way", non è poi così male come potrebbe sembrare... Peccato solo che ora, mentre vi scrivo, i miei siano già tornati e quindi domani saranno qua a far macello e scombinare il mio equilibrio mentale...

Scherzi a parte, sono le 2. Domani mi aspetta una giornata un po' pesante, quindi meglio staccare...

Alla prossima, gente...

9月23日

Una risata al giorno leva il medico di torno...

Niente di nuovo da un po': ecco il problema... Finchè la scuola mi tiene occupato, bene, ma se davvero mi ritrovo a pensare un po' da solo, mi rendo conto che ho bisogno di cambiare un po', ma sinceramente non so proprio cosa! Il guaio è che a forza di pensarci mi passa pure la voglia di scriverne, perchè mi sento un po' stupido e noioso, e so che lamentarsi non fa altro che peggiorare la situazione...

Per questi casi, l'unico buon modo di superare le difficoltà che io conosca, è riderci su. Accade così che, guardandomi uno specchio, proprio come farebbe il mitico Alberto Sordi, "m'aricanto addosso" sto motivetto che fà più o meno così:

"Te c'hanno mai mannato a quel paese / sapessi quanta gente che ce sta / così che m'encoraggio e me consolo / col fatto di mannarmece da solo... / ee vaaa, ee vaaa, è inutile che stamo a litigà / tenemose abbracciati stretti stretti / che tanto prima o poi c'annamo tutti / a quel paese, tutti, a quel paese, tutti a quel paese lààà..."

Potrà sembrarvi stupido, ma questo basta a farmi tornare a sorridere.

Ognuno di noi ha i suoi problemi, è naturale averli: in questi casi nulla vieta di smettere di vivere, per ripetersi che il mondo è una merda, ma io gioco in maniera differente; mi siedo a guardarlo con lo sguardo divertito d'un osservatore disinteressato, e cerco di farci su un po' di risate... In fondo, la vita è solo un difficile, a volte crudele, a volte ironico gioco:

si può giocare per vincere, stressandosi per avere il massimo e rendendosi ridicoli seguendo illusioni;

si può abbandonare tutto, arrendersi e stare lì a deprimersi in un angolo;

oppure, ce la si può giocare come capita, senza prendersi troppo sul serio, godendosi tutto ciò che di bello ci capita e scherzando sui fallimenti, magari con l'aiuto del tempo che leviga il dolore dei momenti più bui e tristi.                                                                            Certo, come dico sempre, non pretendo di aver trovato la chiave del buon vivere universale. Credo profondamente nella mancanza di una qualsivoglia "verità universale", a maggior ragione non potrei mai inventarmene una io!                                                                         Però posso assicurare che, su di me, funziona... 

8月22日

Intervento d'una notte di mezza estate

Eccomi qui, ancora una volta sveglio a quest'ora, con una certa voglia di scrivere su non so che.

Nonostante i miei sforzi, anche in quest'estate sono ricaduto in parte in quel circolo vizioso che rende i giorni simili l'un l'altro, in un continuo loop che, interrompendosi bruscamente con l'inizio della scuola, mi lascerà dentro uno strano senso di vuoto, come se non avessi davvero vissuto tutti questi giorni: come dice Ligabue, la vita "certi giorni sembra troppa, invece non lo è mai" e lo scopro sempre alla fine, quando arrivano i rimpianti. Il fatto è che si fanno grandi piani, per queste vacanze, ma poi ci si stanca perchè persino la lontananza dalla solita "routine" si trasforma in un ripetersi di azioni simili, un po' per mancanza di fondi, un po' di voglia, e chissà cos'altro...

Certo è che certi giorni si salvano, eccome: come lo scorso sabato sera, quando (comunque accompagnato da Giordy, Tra e Karo oltre che Stefano il punkettuso Voltense e una breve apparizione del chitarrista OGM Paolo) dopo tempo ho avuto modo di scambiare 4 chiacchere in giro per Torino con Franz, Roby e Grace, scoprendo che nonostante tutto il tempo passato posso trovare in loro la compagnia e l'amicizia di sempre.Oppure (come dimenticare) i giorni Trapanesi, che mi affiorano alla mente ogni volta che guardando questo schermo vedo i raggi solari filtrare tra le mura di Erice dove abbiamo passato una delle 5 giornate che hanno salvato la mia estate siciliana. Poi le biciclettate, le serate ai pub col buon vecchio Paulie, i pomeriggi al parco con qualcuno del classico giro di amici e amiche...

Ovviamente, tra scappati in vacanza, reclusi volontari e conoscenze lontane, questi momenti scarseggiano, soprattutto ad agosto, lasciando spazio a giornate che sembrano non finire mai, quasi dovessimo trascinarle noi con fatica alla serata, sperando in un domani un po' più movimentato: ma in fondo il problema è che mi mancano tutti quei volti che, mi piaccia o no, riesco a frequentare assiduamente solo durante il periodo scolastico, quando è il "lavoro" a tenerci ancorati in quell'edificio o comunque in città, sempre pronti a imprecare, sbuffare, urlare e crollare in crisi, ma anche ad aiutarci, ridere e supportarci insieme, sia nelle ore scolastiche che nei pomeriggi più o meno liberi... Prendetemi pure per pazzo, ma un po' mi mancano quei tempi. E' la prova che l'essere umano, non importa se ottimista o pessimista, non potrà mai dirsi davvero soddisfatto... Triste natura, che ci spinge però ad una continua ricerca del meglio. Cosa che non sempre riesce, ma ogni tanto dà i suoi frutti.

E' proprio vero che, come diceva Jerome K. Jerome:                                                     "Si può godere appieno dell'ozio solo se si ha una quantità di lavoro da fare..."               E' un po' una fregatura, come tutto in fondo, ma è la vita, baby... Prendere o lasciare.    E in fondo, sono sempre stato convinto che valga la pena provare a viverla un po' come ci pare, questa vita, visto che nella scatola non è compreso nessun manuale di istruzione...

 

 

  

8月3日

Il ritorno, infine!

Ed eccomi qui, di nuovo in città... Sono alquanto stanco e infatti non sono uscito questa sera, ma da domani sarò di nuovo in strada, per i palazzi del centro a vagare, incontrando gente e scherzando con gli amici tornati da poco come me...

Parlare di quello che ho fatto a Palermo sarebbe come cercare di parlare di un libro con le pagine bianche: non impossibile ma inutile...

Non ho fatto praticamente nulla di notevole se non leggere, nell'ordine:

*Animal Farm di Orwell, stupenda metafora della corruzione del potere che sfrutta l'ignoranza.

*L'autobiografia di Malcolm X, un uomo che ha fatto molto ma è stato ucciso prima di potersi evolvere verso ideali ancora più efficaci e ragionati, per via di quelli in cui prima credeva.

*Il Manifesto del partito comunista, librettino minuscolo ma pesante da leggere come la divina commedia...

*Nelle mani Giuste, di De Cataldo, l'autore di romanzo criminale, che dopo aver raccontato della banda della Magnana, ha deciso di descrivere, un po' con la fantasia e un po' con i fatti (forse più con questi...) tutti i retroscena più corrotti dei primi anni novanta, con seguito di bombe, stragi eccellenti a danno di magistrati e tutta una serie di tragedie che scossero l'Italia quando io ancora riuscivo a malapena a leggere poche righe di giornale.

In particolare quest'ultimo libro mi ha colpito, per la sua lucida cattiveria, la capacità di descrivere i sentimenti di ogni personaggio trattato, essendo allo stesso tempo un racconto coinvolgente e una ricostruzione accurata dei sentimenti di un'Italia confusa, vittima inerme di una serie di aquile alla ricerca di potere, dopo il crack della vecchia politica e del vecchio equilibrio dei socialisti.

Ma per fortuna, questa vacanza non è tutta qui. Anche se solo per 6 giorni, ho avuto modo di vivere come si dovrebbe, specie in vacanza, ossia ridendo e scherzando in compagnia senza pensieri fissi, appuntamenti irrinunciabili e noia assassina.

Se mi sono così divertito lo devo in primis ad una amica che conosco da quando ancora gattonavo come un idiota, trasferitasi a Trapani da anni ma ancora in grado di farmi sentire come uno di famiglia quando mi ospita con i suoi: Federica, una simpatica ragazza del liceo classico, che però un fratellino divertente come una martellata su un testicolo...

E di conseguenza anche ai suoi amici, sia compagni di classico che studenti alle magistrali e al geometra: un gruppo di ragazzi formatosi da poco in seguito all'uscita di scena di una persona che, dopo aver fatto da ponte tra le due compagnie "si è dato latitante" lasciando così allo sbando due gruppi che, pian piano, sono andati fondendosi: ancora ora si possono notare certe "difficoltà" ma il peggio è passato.

E' difficile entrare in un gruppo da estraneo, specie se a renderti diverso sono anche 1300 km di distanza e diverse abitudini, ma loro non mi hanno fatto pesare questa mia condizione e per questo glie ne sarò sempre riconoscente; non esagero quando dico che, dopo appena 2 giorni, mi ero ambientato a tal punto da considerare quei momenti come se li vivessi da sempre!

Colazione nei bar più centrali di Trapani (ma lì si ragiona, coi prezzi, mica come da Baratti, che se vuoi un cappuccino puoi tirare fuori gli assegni!), pomeriggi a mare o sul monte Erice (giusto nella giornata più ventosa e fredda del mio soggiorno!) e serate a cazzeggiare hanno riempito di colpo le mie giornate vuote, facendomi sentire un po' come a casa.

Perciò ringrazio ancora tutti, e scriverò qui i loro nomi, non si sa mai che passino di qui... Spero vivamente di risentirvi, amici. E magari rivedervi... chissà?

Grazie quindi a Federica, padrona di casa, alle 2 Roberta (Sal e Var), a Ciccio l'ericino (così ho finito quelli che conoscevo già), e poi a Pingu (o Claudio, o anche Giudy, che dir si voglia), Miky-Nika, Ignazio (ossia il Giordy del gruppo), Andrea, e anche a quelli che ho visto solo per un giorno o due come Eleonora o Salvo (anche se non lo chiamavano così...). E ovviamente anche ai genitori di Federica, che è più difficile che leggano ma riferirà lei! A suo fratello invece mando per ricordo una martellata sul mignolo... Spero ti piaccia, Leo!

E con questo, credo d'aver finito... Spero di non aver dimenticato nessuno! E dopo i saluti nostalgici, è tempo di guardare al presente. Domani ritornerò alle solite facce, qualcuna più sorridente di come l'ho lasciata e qualcuna più incasinata da cose tipo i test universitari... Ma in qualsiasi modo saranno, sarò felice di rivederle.

Direi che come intervento di ritorno può bastare, no? E' che dopo tanto tempo senza poter scrivere devo riprendere il ritmo. Ma ci sarà tempo! Intanto finirò la serata urlando sul nuovo, cocciuto e incomprensibilmente bastardo Mp4, uno dei regali ricevuti dagli zii... Insieme a un po' di "sacchi" e un buono spesa Feltrinelli investito nel libro di De Cataldo e in un libro-Dvd di Ligabue... Ehi, mi sà che ho trovato come passare un po' di tempo prima di arrendermi al sonno!

Quindi, chiudo qui (quante volte l'ho scritto?...)

Alla prossima, gente!